Re Teodorico: tra Storia, Leggenda e Tradizione della Carega - Re Teodorico, il celebre sovrano degli Ostrogoti noto nell'epica germanica come Dietrich von Bern (nome medievale di Verona), rappresenta una figura cardine della memoria storica e popolare veronese.

Nel 1970, il comitato del rione della "Carega" lo elesse ufficialmente a propria maschera, legandolo indissolubilmente a questo storico quartiere il cui nome deriverebbe, secondo la tradizione, dal ritrovamento in Via S. Salvar Vecchio di una pietra tombale a forma di sedia (una "carega", appunto) oggi custodita presso il Museo Maffeiano.

Il legame tra il Re e Verona affonda le radici nella sua ascesa al potere, quando sconfisse Odoacre proprio alle porte della città, nella piana tra San Martino Buon Albergo e San Michele, in località Madonna della Campagna. Pur avendo stabilito la capitale a Ravenna, Teodorico predilesse Verona come residenza abituale, ritenendola militarmente più sicura e trasformandola con importanti opere pubbliche: fece innalzare nuove mura e restaurò l’acquedotto, le terme e svariati edifici.

Si narra che proprio nell'area della Carega il Re possedesse orti e giardini di ineguagliabile bellezza, luoghi di pace in cui amava ritirarsi per meditare.

Nonostante la prosperità, il suo regno fu segnato da duri contrasti politici e religiosi. I suoi dissidi con la Chiesa cattolica, culminati nella distruzione di parte della basilica di San Stefano, alimentarono una cupa leggenda sulla sua morte: si racconta che, durante una battuta di caccia, il demonio si impossessò del suo cavallo trascinandolo fino al cratere dello Stromboli, dove scomparve tra le fiamme.

In questa narrazione folcloristica, Teodorico è accompagnato da figure storiche di rilievo. Al suo fianco troviamo il consigliere Cassiodoro, uomo politico ed esperto agronomo che tentò instancabilmente di fondere l'energia ostrogota con la raffinata civiltà romana.

Nel seguito della maschera compare anche Boezio, il grande filosofo e poeta, riconoscibile per la tunica bianca e il mantello scarlatto; una figura tanto bonaria quanto arguta, la cui tragica fine nel carcere di Pavia resta il simbolo del coraggioso dissenso intellettuale contro le convinzioni del sovrano negli ultimi anni del suo regno.Andrea Toffaletti