Re Pipino: il Primo "Rex Italiae" e il Patrono di Verona - Re Pipino, nato con il nome di Carlomanno, occupa un posto d'onore nella storia veronese come primo Rex Italiae. Figlio di Carlo Magno e nipote di Pipino il Breve, ricevette il nome del nonno solo dopo l’incoronazione avvenuta nel 781, seguendo la consuetudine della dinastia carolingia.

Il suo legame con Verona fu profondo e trasformativo: insieme al Vescovo Ratoldo e all’Arcidiacono Pacifico, diede infatti inizio alla costruzione della basilica destinata a ospitare le spoglie di San Zeno, elevandolo ufficialmente a Santo protettore della città.

L’8 dicembre dell’807, Pipino presenziò alla solenne consacrazione della basilica e, in occasione della traslazione del corpo del Santo, concesse al vescovo una parte dei profitti del mercato che si teneva ogni aprile per la festa del Patrono. Questo atto rappresenta il più antico documento ufficiale riguardante le fiere a Verona, testimoniando lungimiranza economica oltre che devozione. Al sovrano si deve inoltre l’istituzione della "Schola Sacerdotum", nucleo originario della Biblioteca Capitolare, oggi riconosciuta tra le più antiche e prestigiose biblioteche del mondo. Pipino garantì al monastero di San Zeno poteri su vastissimi territori dell’Italia settentrionale, riservandosi il dieci per cento di tutte le offerte ricevute.

Durante i suoi soggiorni veronesi, il Re dimorò nell’antico palazzo di Teodorico sul colle di San Pietro, dove ancora oggi è visibile un incavo nel tufo popolarmente chiamato “la cattedra di Re Pipino”. Sebbene sia storicamente sepolto nella chiesa di Sant’Ambrogio a Milano, morto in giovane età, una suggestiva leggenda locale vuole che la sua vera tomba riposi nel sepolcreto romano accanto alla sua amata basilica di San Zeno, quasi a voler suggellare per l'eternità il suo legame con la città.Andrea Toffaletti