Il Duca, il Dio dell'Oro e l'Eterna Gloria di Santo Stefano - Immagina una sera di fine Ottocento a Veronetta, dove l’umidità dell’Adige si mescola al profumo del vino e al rumore dei passi sulle pietre di Santo Stefano. In questo scenario si muove Siro Zuliani, un uomo che ha deciso di trasformare la propria vita in un’opera d’arte popolare.
Tutto comincia con una scintilla di fortuna, una vincita al lotto che nel quartiere diventa subito leggenda: si sussurra che Siro abbia trovato una "pignata" colma d’oro nelle fondamenta della sua casa. Lui, spirito arguto e istrionico, non smentisce, anzi, rilancia: espone una colossale pentola in vetrina e si autoproclama Duca, dando vita a un carnevale ribelle che sfida la tradizione secolare di San Zeno.
Il Ducato di Santo Stefano nasce così, tra il serio e il faceto, con una corte fatta di bambini, insegne cavalleresche e la promessa di un’esplosione di monete d’oro in piazza. Ma dietro il mantello azzurro e il cilindro, Siro consuma il suo tesoro e la sua stessa esistenza, arrivando a un tragico epilogo in una stanza d'albergo a Mantova, preferendo il silenzio di un colpo di pistola al frastuono del fallimento.
Sembra la fine di una maschera, e invece è solo l'inizio di un mito. Nel 1923 il quartiere reclama il suo Duca, rialzando quella pignatta caduta e affidandola a Ercole Germani, rendendo poi il titolo una questione di sangue e di cuore con suo figlio Angelo.
Oggi, quel sogno nato da un'illusione continua a scorrere tra le vie di Verona: il Duca della Pignata non è più un uomo solo, ma una dinastia di spirito che, insieme al Dio de l'Oro e a una corte in perfetto stile Belle Époque, ricorda a tutti che la vera ricchezza non sta nei marenghi sepolti, ma nella capacità di un popolo di inventarsi sovrano per un giorno.
È un racconto che non si ferma, un'eredità che trasforma la quotidianità nell'oro della festa, rendendo Santo Stefano il cuore pulsante di una favola che, guidata dal Duca e dal Dio de l'Oro, ogni anno torna a farsi strada tra la folla. Andrea Toffaletti