L'origine del Carnevale di Verona, meglio noto come "Bacanàl del Gnoco", si perde nella notte dei tempi. Secondo varie ipotesi, esso si ricollegherebbe ad alcuni elementi costitutivi del Baccanale, ad antichissimi riti pagani e al ciclo di Demetra, la dea greca delle messi e della fertilità, identificata dai Romani con Cerere.

 Questa divinità italica dell'agricoltura era spesso associata a Bacco, conosciuto come il dio del vino e della fertilità. Ma quali sono i rituali pagani presenti storicamente nel nostro Carnevale e quelli ancor oggi davanti ai nostri occhi? Ve ne segnalo alcuni: la "tavola dei pitochi" con i dodici poveri di San Zeno, che rappresentavano i dodici mesi dell'anno; il rito del "bogon" di Piazza dei Signori; il raglio del "musso" che richiama la primavera, l'etimologia della parola "maccherone" ed i particolari del costume dell'attuale sire. Tuttavia non si conosce con precisione la data in cui sia nato il nostro Carnevale. Esistono però dei fatti storici che possono aiutarci a delinearne le origini, come il Palio del Drappo Verde, decantato da Dante Alighieri nel XV Canto dell'Inferno, o la Fiera dei Mercanti a San Zeno, attiva in epoca scaligera e non solo. Un altro momento chiave è l'epoca veneziana, quando Verona giurò fedeltà alla Serenissima. Andrea Toffaletti