Il Carnevale di Caprino Veronese è una celebrazione che affonda le proprie radici nel cuore della storia locale, risalendo al lontano 1848. In quel periodo, tra i fermenti del Risorgimento, la festa non era solo un momento di svago, ma un’occasione di coesione collettiva dove maschere e balli si intrecciavano alle speranze patriottiche dell’epoca.
Proprio per questa sua antica origine, il Carnevale di Caprino è considerato oggi la seconda manifestazione più antica della provincia di Verona, superata solo dal celebre baccanale cittadino.
Sebbene la tradizione della festa sia così datata, la figura specifica del Re del Baldo è nata esattamente un secolo dopo, nel 1948, per dare un volto e una guida simbolica ai festeggiamenti. Questa distinzione spiega l'apparente confusione tra i 175 anni della ricorrenza e l’età della maschera stessa: il Carnevale è un’istituzione ottocentesca, mentre il suo Re è il custode moderno di questa eredità.
Ad accompagnare il sovrano nelle sue apparizioni troviamo una corte colorata e ricca di folklore, che rappresenta le diverse anime del territorio caprinese. Tra i dignitari figurano i Duchi di Gaon e Ceredello, l'Arabo di Boi e il Conte dei Malsalè di Pesina, ognuno legato alle tradizioni e ai soprannomi delle rispettive frazioni. Chiude il corteo il Re Gioio degli Spiantati di Ca' Ferrara, figura che incarna lo spirito più autentico del carnevale: la capacità di fare festa con gioia e spensieratezza, al di là di ogni ricchezza materiale. Andrea Toffaletti